Come realizzare un progetto di valorizzazione del territorio

In queste settimane ho avuto modo di parlare con varie persone ed entità sia pubbliche che private relativamente a come realizzare un progetto di valorizzazione del territorio mediante il turismo sportivo. C’è molta carne al fuoco.

Il problema

Questo continuo interfacciarmi con differenti persone mi ha portato a due constatazioni fondamentali:

  • manca totalmente una figura di riferimento. Il turismo sportivo è un mercato che sta crescendo a ritmi assurdi e se andate a cercare su Google le parole “turismo sportivo” non trovate niente;
  • nella quasi totalità dei casi manca una visione d’insieme su come si crea un progetto vincente.

Tralasciando il fatto che in Italia mancano persone qualificate nella promozione del territorio legata al turismo sportivo – è solo un bene per me e i miei studenti (il corso di riferimento rimane sempre progettazione itinerari escursionistici– mi vorrei soffermare sulla mancata visione d’insieme.

La mancata visione d’insieme

Quando si studia un progetto di valorizzazione del territorio bisogna essere concentrati su due aspetti. Il primo è il prodotto e parliamo di progettazione dell’itinerario escursionistico. Il secondo è la promozione dell’itinerario.

Non serve a niente creare un itinerario superbo se poi nessuno è a conoscenza della sua esistenza. Ci vuole un processo di marketing che porta le persone a scegliere la nostra offerta. Alla fine dei conti quello che viene fatto è portare un prodotto a mercato, dove il mercato è quello del Turismo Sportivo e il prodotto è l’esperienza derivante dal nostro itinerario. Se non la si promuove non succederà niente.

Questo passaggio viene completamente dimenticato. Però non solo è estremamente importante ma bisogna tenerne di conto durante la fase strategica di progettazione dell’itinerario.

Un’opportunità

Proprio per questo motivo a volte mi trovo a dire di no a dei progetti. Sarebbe impossibile poi promuoverli nella giusta maniera e diventerebbero solo carta straccia.

Chi deciderà di formarsi per iniziare a lavorare nel mercato dell’outdoor e del turismo sportivo – sapendo però come farlo nella maniera corretta – sarà sicuramente premiato dal fatto che praticamente non c’è concorrenza. Ad oggi ho già esaurito i miei slot di tempo lavorativo fino a settembre 2020 e ho già iniziato a rifiutare dei lavori da migliaia di euro.

Ricordiamoci che il mondo del turismo sta mutando molto velocemente e ad oggi il turismo sportivo è terzo dietro solo a quello culturale ed enogastronomico.

Io non mi lascerei scappare questa occasione.

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